info@laviasilente.it

Il Monte Cervati

La strada che dalla Provinciale 18b risale il monte, procede per tornanti, passando da fondo asfaltato a sterrato. Si va verso la cima del monte più alto della Campania: 1898mt di roccia calcarea ricoperta da meravigliose faggete secolari e ovunque incisa dall’azione lenta delle acque. Vi aspettano 27 km di salita ma non perdetevi d’animo e lasciatevi invadere dal profumo dei boschi e dalla bellezza del paesaggio. In località Colle del Pero, la vista spazia sul vasto bosco di Vallivona, tra cui si riesce anche scorgere la sagoma del Patriarca che sovrasta la faggetta: si tratta di un Abete bianco ultracentenario, alto 40 metri e conosciuto con il nome di Patriarca di Donnanina. Dal Colle del Pero è possibile deviare a destra per ridiscendere di quota nel bosco, sino all’imbocco artificiale che conduce allo spettacolare Affondatore di Vallivona, una profonda voragine larga oltre 50 m e con pareti alte fino a cento. All’interno crescono piante dalle grandi foglie localmente chiamate pàmpani: è il Farfaraccio maggiore, specie appartenente alla numerosissima famiglia delle Asteracee. Sulla parete a sinistra dell’accesso vi è una cascata, mentre su quella opposta si apre una grotta collegata ad un complesso sistema di cunicoli e laghetti. Le acque dell’Affondatore finiscono infatti, dopo un lungo percorso ipogeo, al Vallone Inferno, dove nasce il Bussento.
Lasciato l’affondatore di Vallivona si ritorna sullo stradone principale per riprendere l’ascesa al Cervati. Dopo pochi chilometri si giunge all’altezza dell’area attrezzata in località “Ruscio”, sistemata in una radura al margine della faggeta. Qui è presente una fontana con acqua potabile alla quale potrete dissetarvi o far scorta per la salita che vi attende. Continuando ancora un po si raggiunge l’ultimo tratto di salita, dove la strada compie una svolta a destra, verso sudest. Proprio sul gomito, un sentiero pedonale parte in direzione opposta e prosegue per circa un chilometro lungo lo spoglio crinale fino a raggiungere un insieme di grandi rocce affioranti e coperte da rada vegetazione. Qui si trova la Nevera, una piccola, ma profonda cavità sul cui fondo la neve si conserva per tutto l’anno. La sommità del Cervati è in realtà un vasto altopiano roccioso costellato di piccole conche circondato da alcune nude cime, tra cui, più defilata, la vetta: un’altura a 1898 mt s.l.m.
Più in basso rispetto alla cima si trova la cappella della Madonna della Neve, la cui esistenza sarebbe attestata almeno dal X sec. La semplice struttura a pianta rettangolare è composta da blocchi di petra calcarea a vista ed è da un corpo più interno, presumibilmente medievale, mentre l’altro è probabilmente seicentesco. Non lontano dalla cappella, si apre un bellissimo panorama verso le valli sottostanti. Un breve sentiero conduce alla Grotta della Madonna, una stretta cavità di origine carsica dov’è posta la statua della Vergine. La leggenda dice che in origine l’entrata della grotta fosse di dimensioni più larghe e che con un miracolo la Madonna l’avesse ristretta per non permettere ad un gruppo di ladri di asportare la statua. Anche quello del Monte Cervati è uno dei 7 santuari maggiori cilentani dedicati alla Madonna.
Da un punto di vista naturalistico, a parte le straordinarie faggete, altra singolarità è rappresentata da alcuni boschi di betulla bianca, molto rari nell’Europa Meridionale. Sulle valli crescono invece ampie distese di lavanda, che nella stagione estiva offrono splendide visuali di colore violaceo.
Di particolare interesse scientifico e naturalistico è l’avifauna: è questo il regno incontrastato dell’Aquila reale ma anche l’habitat prediletto della Coturnice e del raro Gracchio corallino. Sono presenti ancora il Picchio verde, il Picchio rosso maggiore e il rarissimo Picchio nero. Tra i mammiferi troviamo invece il Cinghiale, la Martora, la Lepre, il Tasso, la Volpe e il raro Lupo.

Spread the love
laviasilente

Leave a Reply

en_GB
it_IT